E ora parliamo di Kevin

Crudo, drammatico e psicologicamente violento è  Il film di Lynne Ramsay tratto dal bestseller di Lionel Shriver e candidato al festival di Cannes dell’anno scorso. E’ Uscito nelle sale italiane il 10 febbraio di quest’anno e per ora sembra che pochi abbiano apprezzato la sua sottile drammaticità e bellezza, probabilmente per le sue tematiche pungenti. Una pellicola  che  arriva diritta al cuore di quelle madri che soffrono per i figli e per le incomprensioni nate da rapporti difficili.

Il film  racconta la storia di una madre newyorkese che si trova a dover affrontare una situazione familiare piuttosto infelice: il difficile rapporto madre-figlio. Kevin, ragazzo problematico e ostile, non nasconde una sorta di disprezzo nei confronti di Eva, la madre e cerca in ogni modo di tormentarla.  Per quanto si sforzi, Eva non riesce a stabilire una relazione “normale” con il figlio, che la odia con tutto sé stesso e non lascia che l’amore materno lo plasmi . Alla vigilia del sedicesimo compleanno l’adolescente, all’apice del suo narcisismo e del suo odio per la figura materna, compie una strage lasciando che Eva si ritrovi sola a lottare tra i ricordi e contro atroci sensi di colpa.

La drammaticità della pellicola lascia con il fiato sospeso e anche senza parole. E’ vero che il rapporto madre-figlio, cuore del film, lascia ampio respiro alle riflessioni, ma è anche vero che il colore rosso molto toglie all’immaginazione. L’allusione al sangue e alla morte  è una costante fino a diventare quasi intollerabile.

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