Felicità

A un amico che sta ancora cercando….

Ho passato 20 anni della mia vita a chiedermi cosa fosse e dove trovarla. Non riuscivo a vedere a percepire quella sensazione che domina tutti gli adolescenti: pace con sè stessi e con il mondo. Del resto a 13 anni si ha tutto ed è proprio il momento in cui si inizia ad esplorare il mondo: i primi baci, le prime fidanzatine le uscite con gli amici. Ecco. io l’ho persa proprio in quel momento: L’ho persa quando avevo tredici anni, quando mio papà ha avuto la buona idea di lasciare le sue tre figlie per una donna che nemmeno sapeva chi fosse. Da allora non l’ho più trovata, la felicità…

Tante persone pensano che la separazione non sia così destabilizzante per i figli, a me seppur  inconsciamente, ha devastato. non tanto per la separazione in sè, ma perchè crescere con un solo genitore ti porta a uno squilibrio interiore, a un senso di vuoto e di malessere. Da allora mio papà non è più tornato e io, noi, non l’abbiamo più cercato.
La felicità, dunque, ho dovuto cercarmela da me: non nelle sicurezze dei genitori, non nella famiglia felice, non nell’amore dei parenti, ma in qualcosa che non avevo e che cercavo disperatamente: l’amore incondizionato. Da adolescente quale ero, cercavo dunque di colmare le lacune di quella mancanza e pensavo di trovare negli altri quella forma di sollievo e di tranquillità che tanto cercavo e che mi mancava. La mia soluzione era dunque buttarsi a capofitto in ogni tipo di relazione perchè pensavo fosse lì la mia felicità:  al di fuori di me e della mia casa. Pensavo che fosse il modo migliore per riempire quel senso di abbandono che mi intorpidiva e che rallentava la mia vita.  Ma non è stato così e non lo è ancora.. gli amici sono amici fino a un certo punto. Ne ho persi per strada tanti per i motivi e le scuse più disparate…in realtà la causa è una sola: perchè spesso l’affetto e il bisogno di amore spaventa le persone, perchè si pensa sempre che in questo mondo non si dà niente per niente.
Arrivata all’università ho deciso che la mia felicità stava in quel senso di appagamento personale, nell’essere la migliore in tutto, nel dimostrare a me stessa che anche se ero cresciuta a metà, valevo qualcosa, che ero all’altezza degli altri e non mi mancava niente, a parte quella maledetta felicità. anche qui quel senso di appagamento ha avuto vita breve: difficile essere la migliore in tutto e tenere il passo, del resto ognuno ha anche dei limiti.
Dopo tanti sforzi, oggi potrei dirti che non so se l’ho mai incontrata davvero quella felicità che tutti cerchiamo, ma posso dirti che la ragione d’essere sta in ognuno di noi e non nel mondo qui fuori. Sta nel tuo equilibrio, sta nella tua serenità, sta nel volerti bene. E’ riuscire ad amarsi e ad accettarsi che rende il mondo migliore, un po’ più colorato di quanto già lo sia, e che ti fa vedere quel barlume di felicità che tutti aspettano.
Ti voglio bene
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