Riflessioni di una viaggiatrice

“A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco”. Montaigne.

La prima volta che sentii la parola viaggio avevo otto anni e me ne innamorai. I miei genitori avevano comprato una casa in Kenia. Mi innamorai di un concetto, della parola stessa e delle emozioni che evocava nella mia mente: esotico, caldo, mare, sole. Da allora credo di non avere mai smesso di viaggiare sia con la mente, che con il cuore. Capii che mettere la mia pesante “valigia al chiodo” (vera o puramente immaginata) sarebbe stato difficile, se non impossibile.

Che novità penserete voi. Viaggiare piace a tutti, o quasi. Beh, io non sono proprio d’accordo. La lingua italiana dovrebbe distinguere in modo più netto i due termini Viaggio e Vacanze. Come in inglese “trip” e Journey”. Di solito chi viaggia, come me o come Montaigne, fugge o parte alla ricerca di qualcosa che nella propria terra non c’è, non si vede, o non si trova. C’è chi viaggia alla ricerca di ideali come libertà o come la pace, oppure c’è chi spera di trovare la propria felicità lontano dalla propria patria. Ed è proprio questa, probabilmente, la più grande differenza tra il viaggiatore e il “vacanziero”. Chi viaggia non sa se o quando tornerà: diventa figlio del vento quando incomincia ad identificarsi nella città in cui ha dedicato la propria vita per più di tre mesi. Chi va in vacanza, invece, appena scorge il proprio areoporto dal finestrino dell’aereo viene invaso da una calda e confortante sensazione di sicurezza al pensiero di essere di nuovo a casa. Bisogna, dunque, ammettere che le due categorie non possono essere sovrapposte o fuse in una sola. Niente da togliere ai vacanzieri, ovviamente.

Fascino dell’esotico a parte, viaggiare non è sempre facile. Ha i suoi pro e contro, soprattutto quando significa fuggire da qualcosa oppure quando si è costretti a farlo dalle circostanze. Lasciando in disparte i casi estremi, bisogna ricordare che iniziare un viaggio significa anche lasciarsi alle spalle qualsiasi relazione con la propria terra ed essere consapevoli che i legami coltivati ogni singolo giorno della propria vita, se non sono abbastanza saldi dall’inizio, si allentano drasticamente e a volte si spezzano completamente.  A volte capita che i miei amici mi dicano di invidiare i miei viaggi e il coraggio che ho per lasciare tutto. A volte vorrei rispondergli con il sorriso che sono io ad invidiarli perchè non devono andare troppo lontano per esplorarsi e fare pace con se stessi.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.

John Steinbeck

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