La difficile soglia dei Venticinque anni

È matematicamente dimostrabile che la concezione del tempo è in stretto rapporto con l’età: per i vecchi il tempo passa più in fretta.

-Toffler-

Alla mia Lancia.

Me lo ricordo ancora quel giorno, è arrivato  inaspettato e all’improvviso, come quel famoso “fulmine a ciel sereno”. Era una giornata strana con un tempo ambiguo ed ero lontana da casa. Mi ero svegliata quel giorno con un anno in più e  il peso di un quarto di secolo sulle spalle.  Quando mia madre mi chiamò dall’Italia per farmi gli auguri, avevo già cominciato a riflettere sulle conseguenze che quel numero comportava: 1/4  di vita. Difficile nasconderle quanto quel 7 maggio  rappresentasse per me una difficile soglia, una tortura, soprattutto perchè avevo cominciato a  rendermi conto della mia “maturità” e perchè ero in procinto di finire gli studi dovendo inevitabilmente confrontarmi con il mondo del lavoro, volente o nolente.

E’ allora che cominci a capire che si è concluso un capitolo della tua vita e se ne sta aprendo uno nuovo, ma intanto quello l’hai chiuso, lasciando alle spalle ben ventiquattro anni di storia. A peggiorare le cose, in questo periodo mi sono successe tante cose strane, cose che non succedono a chi ha meno di 25 anni, cose che non hanno fatto che intensificare un sentimento di avversione verso il passare del tempo: ecco. e quello che mi è successo stamattina è una di queste. Sono venuti a casa mia a prendere la mia LANCIA Y, bellissima e argentata con ben 150.000 km, per portarla a rottamare. E’ arrivato il momento, certo. 150 mila chilometri non sono da tutti, sono solo per le macchine di una volta con una certa tempra, ma io ho provato in quell’istante un sentimento stranissimo: un misto tra la disperazione per il fatto che stavano portando via un pezzo di me,della mia storia e una sorta di amara accettazione per il fatto che anche lei è invecchiata con me e come me. Oggi, però, la mia dolce macchinina mi ha lasciato anche un insegnamento. Non si può fermare il tempo, non si può neppure cercare di rallentarlo artificialmente. L’unica cosa che ci è data fare è quello di sfruttare al massimo quello che ci è rimasto e non sprecarne neanche un minuto, non tanto perchè il tempo è denaro, come dicono, ma perchè è l’unica cosa di cui siamo padroni ed è l’unica cosa che nessuno può restituirci.

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