la vetrina sul mondo

Una casa non deve mai essere su una collina o su qualsiasi altra cosa. Deve essere della collina, appartenerle, in modo tale che collina e casa possano vivere insieme, ciascuna delle due più felice per merito dell’altra.

Frank Lloyd Wright

Sono nata e cresciuta alle porte di Milano, in uno dei tanti paesi che odora di provincia e di nebbia nonostante la prossimità con il motore economico dell’Italia; in uno di quei posti chiusi dove la gente nasce, cresce e muore senza mai uscire da quel confine che lo delimita  dal  resto del mondo. E’ come quando i turisti delle grandi città che sfrecciano con le loro auto tra i tornati e vedono scorrere dal finestrino  la schiera di casette tutte uguali di quei paesini minuscoli arroccati su una montagna e si domandano come quei tre abitanti facciano a trascorrere tutta, ma dico tutta, la vita in un paese come quello. Ecco io abito lì,  dove ognuno conosce il nome dell’altro, conta sulle dita gli amici che possiedi e quanti soldi hai sul contocorrente: una sorta di “Grande fratello”, insomma. Non ci si può mai permettere di lasciarsi sfuggire un sorriso in meno o una lacrima in più che il giorno dopo la gente si sgomita quando ti vede passare e “psshshsh”.

Odio quel rumore, per non parlare  dei social network come facebook o come twitter: c’è un potenziale di fraintendimento difficilmente raggiungibile con le sole parole in un incontro face to face.  E’ come perdere la propria identità, vederla sfumare e scemare di valore perchè appartiene un po’ a tutti, a quelli che ti vedono ogni giorno e a quelli di cui non ti importa niente, ma che ti seguono da internet. Non che io sia contro le comunità virtuali, ben inteso, perchè hanno i loro vantaggi, ma bisogna tener conto che è come essere in vetrina. E io mi sento proprio così, in vetrina in tutti e due i casi: sia nel mio paese sia su facebook. Mi sento come se una parte di me, solo mia, la conoscessero tutti e come se tutti condividessero e commentassero quello che sei, sei diventato o vuoi diventare.  Una volta mi è capitato di  incontrare un’amica che non vedevo da tanto ed ero ansiosa di raccontarle tutto quello che mi era successo in un dato periodo. Appena ho iniziato a parlarle con il cuore in mano,  lei con dolcezza mi guarda e risponde “lo so”, me l’hanno detto. E’ per questo che parlo di vetrina sul mondo.

Ho così cancellato il mio account da facebook diverse volte proprio per questo motivo ed è anche  questo un altro dei motivi che mi hanno spinto a portare sempre con me una valigia ogni volta che mi allontano da casa: chissà mai che possa essermi utile a trovare quella strada, quel paesaggio e quella sensazione di cui non posso fare a meno. Un paesaggio magari un po’ più urbano e meno provincia.

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