i destini incrociati dei viaggiatori

A volte credo che l’essenza dei viaggi siano proprio le persone che si incontrano per strada. Mi piace pensare che i loro destini, quelli dei viaggiatori solitari, si intreccino perchè fondamentalmente condividono la stessa esperienza, la nostalgia di casa, la stessa incertezza nel guardare una cartina di una città sconosciuta. 

E’ come quando si sale su un treno e sul sedile di fronte si siede uno sconosciuto distratto che si guarda intorno finchè il suo sguardo si incrocia con il tuo. Da uno cenno con il capo a  una scusa banale ecco che sgorgano  le prime parole: “ma che caldo oggi” oppure “scende anche lei a Roma?”. Ed è così che i due destini inizialmente distinti cominciano ad intrecciarsi, così come le loro storie e le loro avventure. E’ statisticamente provato che i compagni di treno sono più predisposti al dialogo piuttosto che se si incontrasse la stessa persona al supermercato o in posta.

Da viaggiatrice e scrittrice assidua, mi è capitato diverse volte che le persone e che ho incontrato sul treno si impossessassero della mia mente e diventassero i protagonisti dei miei racconti: viaggiatori stanchi o ansiosi con una storia da raccontare. A pensarci bene proprio oggi ero a Verona e mi è capitato di incontrare una giovane ragazza inglese sui diciotto anni, voleva una foto. Ed ecco la scusa per chiedermi se anche io, come lei, ero sola e per raccontarmi del suo viaggio solitario di tre settimane alla volta dell’Europa: Amsterdam, Parigi, Vienna, Venezia, Verona. Cercava un’altra come lei con cui condividere per qualche minuto la sua esperienza di viaggiatrice un po’ spaesata ma inebriata dal mondo e dalle persone. Un’altra volta mi è capitato di incontrare un giovane professore di psicologia in un caffè difronte alla Porta di Brandeburgo. Voleva parlare, raccontarmi di sè perchè era lontano da casa per lavoro. Ed ecco che il suo viaggio si allontana da quello della giovane inglese che attraversava l’Europa per scoprire i segreti.DSCN2882

Ed è proprio in questo che sta la bellezza del viaggio: nello scoprire e nello scoprirsi; nella condivisione di un momento con chi meglio di chiunque altro ti capisce e vuole farsi capire. Ed ecco che l’essenza del mio viaggio è anche capire le motivazioni per cui gli altri  passeggeri di quel treno per Roma viaggiano e che cosa cercano. E sì, perchè  il viaggio è ricerca e non è mai fine a se stesso.

foto in alto a sinistra: http://www.adnkronos.com

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