Roma, città aperta.

Alle persone che ho incrociato a Roma, al Cherubino

“Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.” -A. Sordi-

Roma. Così indescrivibilmente bella che la senti respirare tra le mura e i sanpietrini del centro, la vedi specchiarsi stanca e timida nelle acque torbide del Tevere. La senti vivere negli edifici, nella storia raccontata dalle guardie dell’Altare della Patria che la proteggono a spada tratta.

Roma città aperta

Roma, non puoi che amarla con il suo profumo di pioggia e gli ombrelli che colorano piazza Navona. Non puoi staccare gli occhi dai suoi contorni, dai flash delle macchine appesa al collo dei turisti che immortalano una città sempre antica, sempre nuova. Roma e il suo cuore che batte. La senti palpitare attraverso gli occhi della sua gente, nei larghi sorrisi dei romani, nella loro voglia di cambiare dal basso. Roma e le sue proteste studentesche. Roma che ama i giovani, la cultura, il diverso e gli artisti.

Se potessi scegliere, sceglerei lei. Il centro. Dove tutto nasce e tutto finisce, dove la gente le affida il proprio futuro incerto. E ancora Lei, quella Roma amata dei caffè letterari, del Bernini, della storia.  La Roma che ha cantato Goethe. La città dalle mille strade che ti conducono sempre lì, nel centro ovunque tu parta: Milano, Bologna o Napoli.

Roma caput mundi, la città stanca che vuole il cambiamento perchè  sente il peso della crisi e dei politici che non le danno spazio nè a lei nè agli Italiani. Roma con le auto blu ammaccate dai sassi, con le pance piene dei potenti. Roma e la sua chiesa, il simbolo dell’Italia all’estero per la quale siamo conosciuti e riconosciuti nell’Europa unita, almeno nel nome. La Roma imperista che oggi affoga nelle tasse e nello spread, ma che è ancora tenace e sopravvive. La stessa Roma che amiamo un po’ tutti noi Italiani e che non smette mai di incantarci e stupirci.

Roma

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